Sabato, 29/4/2017 | : : UTC+0
Consorzio Parco Alto Milanese
Consorzio Parco Alto Milanese

Gli ambienti vegetali sono quelli che gli studiosi di fitosociologia chiamano associazioni vegetali, cioè un insieme di piante legate tra loro in maniera relativamente stretta da preferenze e necessità comuni e tra le quali si hanno dei mutui rapporti di interdipendenza.
TarassaDobbiamo infatti tener conto che la vegetazione non si distribuisce casualmente sul territorio, ma si lega profondamente all’azione di molti fattori esterni quali la corografia del luogo, il clima, la pedologia del terreno, nonchè a fattori antropici e zoologici.

Esiste anche una serie di fattori interni agli ambienti vegetali, quali la simbiosi, gli scambi biochimici e le situazioni microclimatiche determinate dalle singole specie.
In tale contesto si inserisce il concetto dinamico legato al trascorrere del tempo, molto importante, sia per periodi brevi, in cui si possono evidenziare piccoli cambiamenti, sia per le ere geologiche che hanno condizionato le grandi trasformazioni della vegetazione.

La vegetazione naturale è data prevalentemente da latifoglie dominate da querce come la Farnia (Quercus robur), la Rovere (Quercus petraia), la Roverella (Quercus pubescens).
GirasoleSono presenti sui margini delle strade campestri e degli appezzamenti agricoli boschi di latifoglie governati a ceduo di estensione limitata per lo più rappresentata da siepi alberate o fasce boscate di notevole interesse dominate da due specie esotiche nord americane: la Robinia (Robinia pseudoacacia) e il Ciliegio tardivo (Prunus serotina).
La presenza, nel sottobosco, di alcune specie erbacee quali la Pervinca (Vinca minor), propria dei boschi naturali, indica una forte capacità di recupero del territorio.Altre aree sono rappresentate da terreni dedicati alla coltivazione di cereali, erba medica e foraggi ai quali si affiancano presenze vegetazionali di origine artificiale.

Aspetti fito-climatici
L’area del Parco Alto Milanese si colloca nella fascia climatica di tipo “temperato – caldo” con inverni abbastanza miti ( temperatuta media di gennaio poco superiore allo 0 °C) e con estati piuttosto calde (temperatura media di luglio superiore a 24 °C).
Le precipitazioni annue superano di poco i 1000 mm. annui con due massimi di precipitazione in primavera ed in autunno, e con due minimi in estate ed in inverno;
Il tipo di clima ha ovviamente dei risvolti significativi dal punto di vista vegetazionale. Sono state censite circa 200 specie botaniche di cui le più importanti vengono riportate nel sito, la maggior parte sono Betullaesotiche e incrementate artificialmente; si tratta comunque di un numero di specie abbastanza elevato per un territorio geomorfologicamente omogeneo.

Aspetti geo-morfologici
Da un punto di vista geologico l’area del Parco è costituita da terreni quaternari (Pleistocene) di origine fluvioglaciale a granulometria grossolana che conferisce ai suoli una capacità di drenaggio ed una conformazione pianeggiante. L’assetto altimetrico è segnato da quote comprese tra i 243 e i 182 metri slm con pendenza da Nord a Sud del 7% .
I terreni affioranti sono composti da ghiaia miste a ciottoli, sabbia ed in misura più limitata da limo ed argilla, mentre il sottosuolo è formato da depositi di materiale grossolano e permeabile che raggiunge una profondità tra i 60 ed i 90 metri dal piano di campagna.
Tre falde acquifere si localizzano nel sottosuolo: la prima più superficiale è presente a 35 metri di profondità dal piano campagna e non raggiunge mai il suolo; le altre sorgenti sono artesiane.